La nostra storia

Istituto Santa Maria

Le origini e lo spirito dell’Istituto

Alle origini dell’Istituto Santa Maria ci sono la fantasia e lo spirito profetico di due figure: P. Guglielmo Giuseppe Chaminade, un sacerdote vissuto all’epoca della Rivoluzione Francese, e papa Leone XIII. A poco meno di un secolo di distanza, vissero entrambi il momento storico della secolarizzazione e della scristianizzazione della società; compresero che i cristiani potevano vivere questo momento portando i propri valori all’interno della modernità e sfidando questa sul terreno della cultura e dell’impegno sociale.

  • P. Chaminade durante e dopo la Rivoluzione Francese  si dedicò all’animazione spirituale dei giovani, dando vita a due congregazioni religiose (le Figlie di Maria Immacolata  e la Società di Maria, religiose e religiosi marianisti), impegnate soprattutto nel campo dell’educazione; assieme alle Comunità Laiche Marianiste e all’Istituto Secolare “Alleanza Mariana  costituiscono oggi la FAMIGLIA MARIANISTA [https://www.marianist.com]).
  • Fu papa Leone XIII ad insistere perché i religiosi marianisti alla fine dell’’800 portassero a Roma la propria esperienza educativa, istituendovi il Collegio Santa Maria (che nacque nel 1889).
  • Alle sue origini, il Santa Maria era un collegio esclusivamente maschile, i cui studenti non si limitavano a seguire le lezioni, ma vivevano all’interno dell’istituto (i convittori) o vi passavano gran parte della giornata (i semiconvittori). In questo modo, veniva fornita loro una formazione non solo culturale, ma ‘integrale’ (religiosa, morale, affettiva, civica).

Anche quando, a partire dal 1970, si decise di superare la forma “collegio” e di aprire l’Istituto alle ragazze, i principi e lo stile educativo del Santa Maria rimasero gli stessi:

  • Spirito di famiglia.
  • Validità della proposta culturale (di cui , pur in un ambiente cristianamente ispirato, viene riconosciuta e valorizzata la laicità).
  • Formazione integrale  (religiosa, morale, affettiva, civica, fisica e sportiva).
  • Proposta di esperienze di fede, in spirito di assoluta libertà.
  • Dialogo e collaborazione tra scuola e famiglia.
  • Adattamento al cambiamento, vissuto come sfida e opportunità, più che come minaccia.
  • Impegno sociale e missionario, anche attraverso il volontariato e l’associazionismo.

Le date principali

 

  • 17 gennaio 1881: p. Giuseppe Simler (superiore generale di Marianisti), in udienza da papa Leone XIII, riceve il suggerimento di aprire a Roma un collegio cattolico sul modello del Collegio Stanislas di Parigi. Il papa insisterà sulla necessità di fondare il Collegio anche nei successivi due incontri con P. Simler, nel 1884 e nel 1887.
  • 29 Ottobre 1887: Arrivo a Roma dei primi due marianisti francesi (P. Auguste Subiger, che sarà il primo rettore del collegio) e P. Henri Lebon.
  • 2 ottobre 1889: si apre (nella sede provvisoria di palazzo Altieri, a Piazza del Gesù) il primo anno scolastico del Collegio Santa Maria. Alla fine del primo trimestre, gli iscritti sono 40 (di cui 5 convittori): 11 in I elementare; 5 in II elementare; 6 in III elementare; 8 in IV elementare; 5 in I ginnasio; 5 in II ginnasio.
  • 8 ottobre 1891: primo anno scolastico nella sede definitiva di Viale Manzoni (inaugurata ufficialmente il 26 gennaio 1892) .  Il Collegio ha 100 iscritti.
  • 1893-1914: dopo aver raggiunto nel 1892 la cifra di 152 alunni, la crescita dell’istituto si arresta e per svariati anni il numero resta sostanzialmente costante (con un massimo di 216 alunni nel 1910 e un minimo di 130 nel 1904). Ciò è dovuto principalmente alla crisi economica dell’ultimo decennio dell’‘800 e alle condizioni di disparità negli esami tra studenti delle scuole statali e studenti degli istituti privati. Ciò nonostante, i marianisti, che credono profondamente nel progetto educativo dell’istituto, non demordono e ricorrono anche a soluzioni originali (apertura, accanto al ginnasio, della scuola tecnica inferiore; apertura del convitto ad alunni che frequentano altre scuole, succursale della scuola elementare al Foro di Traiano)
  • 1905-13: rettorato di P. Giuseppe Walter.
  • 1906: udienza pontificia con papa Pio X.
  • 1909: nasce la rivista Fides et Labor. 
  • 1911: nasce ufficialmente l’Associazione Antichi Alunni.
  • 1913-24: Rettorato di P. Erneste Maurice.
  • 2 ottobre 1914: il Santa Maria compie 25 anni. A causa del clima di incertezza e di tristezza causato dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i solenni festeggiamenti vengono rimandati al 26 gennaio 1917, venticinquesimo dell’inaugurazione dell’edificio di Viale Manzoni.
  • 1915-1918: l’Italia partecipa alla Prima Guerra Mondiale. Tra i caduti si contano 17 tra ex alunni, insegnanti ed ex insegnanti del Collegio Santa Maria, tra cui i marianisti italiani Carlo Bosco e Umberto Parodi, tutti ricordati nella targa commemorativa posta all’ingresso dell’Istituto nel 1921.  Durante la guerra, il numero degli iscritti sale (arrivando nel 1918 a 340 alunni), anche in conseguenza del fatto che le famiglie, in difficoltà per l’assenza degli uomini, chiamati  al fronte, sono più propense ad affidare i figli al Collegio.
  • 4 marzo 1917: udienza pontificia con papa Benedetto XV.
  • 8 dicembre 1922: udienza pontificia con papa Pio XI.
  • 1924-33: Primo rettorato di P. Innocenzo Cortezon  (in questo periodo il numero degli iscritti cresce notevolmente, arrivando a toccare quota 801 proprio nel 1933).
  • 1929-31: Costruzione dell’edificio in via Tasso.
  • 30 novembre 1929: udienza pontificia con papa Pio XI.
  • 1933-39: rettorato di p. Luigi Frey (in questo periodo vengono consolidati i risultati conseguiti negli anni precedenti in termini di numero di alunni, arrivando nel 1936 ad una punta di 894 iscritti).
  • 1 giugno 1935: decreto di parificazione del Ginnasio Santa Maria.
  • 9 giugno 1935: Filippo Ermini, professore e preside della scuola dal 1895, muore tragicamente investito da un’auto. Gli succede come preside il figlio, l’ex alunno Giuseppe Ermini.
  • 11 maggio 1936: decreto di parificazione del Liceo Classico Santa Maria. 
  • 1939-40: edificazione della nuova chiesa, lungo via Tasso.
  • 1939-1945 : secondo rettorato di P. Innocenzo Cortezon.
  • 10 dicembre 1939: festeggiamenti per i 50 anni dell’Istituto.
  • 1940-45: l’Italia partecipa alla Seconda Guerra Mondiale. Analogamente a quanto avvenuto negli anni 1915-18, c’è un notevole incremento degli iscritti, che nell’a.s. 1944-45 arrivano a quota 1311. Dall’estate del 1943 la città di Roma diviene teatro di guerra e i primi due bombardamenti toccano quartieri non lontani dall’Istituto.
    Durante i nove mesi dell’occupazione tedesca di Roma (10 settembre 1943 – 4 giugno 1944), il palazzo di via Tasso immediatamente confinante con il Collegio ospita l’Aussencommando delle SS, con annesso il famigerato carcere nazista. Diverse testimonianze dell’epoca (tra cui quella dello scrittore Corrado Augias, all’epoca alunno del Santa Maria) narrano come nelle ore notturne il sonno dei convittori sia turbato dalle urla strazianti dei prigionieri torturati. Nonostante la vicinanza dei nazisti, sembra che in questi mesi siano nascosti nei locali del Collegio cinque ebrei.
  • 19 maggio 1943: udienza pontificia con papa Pio XII.
  • 8 novembre 1943: apre il Liceo scientifico con la sola classe I, di 16 alunni.
  • 24 marzo 1944: tra i 335 italiani uccisi dai tedeschi alle Fosse Ardeatine c’è anche il tenente-colonnello Umberto Grani, ex alunno dell’Istituto.
  • 31 maggio 1944: inaugurazione della “Grotta di Lourdes” nel giardino dell’Istituto e consacrazione del Collegio al Cuore Immacolato di Maria (proprio nei giorni in cui Pio XII, per scongiurare che Roma sia distrutta durante la ritirata tedesca,  consacra la città alla Madonna del Divino Amore).
  • 1945-49: rettorato di p. Giovanni Battista Piergentili  (il primo rettore italiano).
  • 2 giugno 1946: Giuseppe Ermini, ex alunno dell’Istituto Santa Maria e preside dello stesso  dal 1935, è eletto membro dell’Assemblea Costitutente.
  • 1949-56: primo rettorato di p. Carlo Buzio (in questi anni c’è un notevole incremento degli iscritti, che nell’a.s.  1950-51 toccano il massimo storico di 1367).
  • 4 febbraio 1950: udienza pontificia con papa Pio XII.
  • 18 settembre 1954:  il Preside dell’Istituto Giuseppe Ermini viene nominato Ministro della Pubblica Istruzione.
  • 4 giugno 1955: in occasione dell’inaugurazione del “Museo della resistenza” (oggi “Museo storico della liberazione di Roma”) nell’ex carcere di via Tasso, il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi assiste alla Santa Messa presso l’Istituto.
  • 1956-59: Rettorato di p. Cesare De Martini.
  • 1957-59: Costruzione del Centro Universitario Marianum (Pensionato).
  • 7 dicembre 1957: Benedizione dell’affresco dell’abside della chiesa.
  • 1959-65: rettorato di p. Paolo Marinelli.
  • 29 maggio 1960: primo pellegrinaggio di fine anno al santuario del Divino Amore.
  • Ottobre 1961: apertura della scuola elementare succursale “Santo Nome di Maria”,  tra via Macedonia e Via Centuripe (l’esperimento durerà tre anni).
  • 2 ottobre 1964: festeggiamenti per i 75 anni dell’Istituto.
  • 1965-75: rettorato di p. Natale Brivio.
  • Ottobre 1969: Il liceo viene aperto alle ragazze. Inaugurazione del Centro sportivo. Negli anni immediatamente successivi cessano le attività del semiconvitto e del convitto.
  • 1975-81: Primo rettorato di fr. Marcello Bittante.
  • 9 febbraio 1980: udienza per i 90 anni dell’istituto con papa Giovanni Paolo II.
  • 1981-87: secondo rettorato di p. Carlo Buzio.
  • Ottobre 1986: Inizio della scuola mista alle Medie.
  • 1987-1993: primo rettorato di p. Romolo Proietti.
  • Ottobre 1988: inizio della scuola mista alle Elementari.
  • 9 dicembre 1988: Inaugurazione dei nuovi campi di calcetto.
  • 2 ottobre 1989: apertura delle celebrazioni per il centenario dell’Istituto (e inaugurazione della nuova biblioteca).
  • 19 novembre 1989: visita presso l’istituto di papa Giovanni Paolo II (video della giornata(discorso di S. Giovanni Paolo II).
  • 22 gennaio 1990: visita presso l’Istituto del ministro della Pubblica Istruzione Sergio Mattarella.
  • 26 maggio 1990: chiusura delle celebrazioni per il centenario dell’Istituto.
  • 1993-6: rettorato di fr. Santino Pugliesi.
  • 1996-2003: secondo rettorato di fr. Marcello Bittante.
  • 3 settembre 2000: P. Chaminade viene proclamato beato.
  • 2003-2011: secondo rettorato di p. Romolo Proietti.
  • Settembre 2004: apre la scuola dell’Infanzia.
  • Settembre 2006: chiude il Centro Universitario Marianum (pensionato)
  • 2011-12: rettorato di p. Luigi Magni.
  • 2012: inizio del rettorato di fr. Piergiorgio Arsuffi.
  • 2014-2015: celebrazioni per i 125 anni dell’Istituto.
  • 27 maggio 2015: udienza pontificia con papa Francesco.
  • 2015-2016: apre il Liceo scientifico ad indirizzo sportivo. Nei licei viene introdotta la didattica 2.0.
  • Settembre 2017: dopo un periodo in cui è stato affidato a una società esterna, il Centro Sportivo torna ad essere gestito direttamente dalla scuola.
  • 2020-2021:  Il mondo affronta la difficile sfida della pandemia da Covid19. Grazie all’organizzazione della Didattica a distanza e alla gestione in sicurezza delle lezioni in presenza, il Santa Maria non si lascia trovare impreparato.

La storia continua…

P. Chaminade

La Società di Maria

Guglielmo Giuseppe Chaminade (1761-1850) fu un sacerdote francese nato a Périgueux. Nel 1791, durante la Rivoluzione Francese, in obbedienza al Papa, rifiutò di giurare sulla Costituzione civile del clero (divenne così un “prete refrattario”) e quindi fu costretto ad esercitare il proprio ministero in clandestinità a Bordeaux, curando tra l’altro l’animazione spirituale di un gruppo di giovani. Nel 1797, costretto a lasciare la Francia, si rifugiò in Spagna, a Saragozza (dove mostrò particolare devozione alla Madonna del Pilar).

Tornato a Bordeaux nel 1799, dal 1800 al si dedicò all’animazione spirituale svariati gruppi di giovani, dando vita ad una Congregazione di cui facevano parte laici e sacerdoti di ogni condizione sociale, divisa in una sezione maschile e una femminile. Nel 1808, accettò la richiesta di Adele di Trenquelléon, una giovane e devota aristocratica, di affiliare alla Congregazione un gruppo di una sessantina di ragazze della diocesi di Agen. Da quel momento in poi, entrarono nella Congregazione gruppi provenienti da ogni parte della Francia.

Dopo la nascita delle Congregazioni di laici (le attuali “Comunità Laiche Marianiste”) e di un Istituto Secolare (oggi “Alleanza Mariana”) nati a partire dall’anno 1800, nel 1816 sosteneva Adele de Trenquelléon nella fondazione dell’”Istituto delle Figlie di Maria Immacolata” (“Suore Marianiste”) e nel 1817 fondava la “Società di Maria” (“Religiosi Marianisti”, un Ordine che accoglie al proprio interno religiosi laici e sacerdoti). Sono queste le quattro componenti della Famiglia Marianista attuale. P. Chaminade moriva a Bordeaux il 22 gennaio 1850. È stato dichiarato beato da papa Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. La Famiglia Marianista è impegnata soprattutto nell’educazione integrale dei giovani e gestisce più di 100 scuole in 4 continenti con circa 100.000 alunni.

Chaminade
Papa Leone XIII

Papa Leone XIII

Al secolo Gioacchino Pecci, eletto papa come successore di Pio IX il 20 febbraio 1878, è il primo pontefice dopo più di mille anni a non esercitare il potere temporale.

Prendendo atto del processo di secolarizzazione della società, più che contrapporsi frontalmente ai cambiamenti in corso, va alla ricerca di nuove modalità attraverso le quali la Chiesa possa rivolgersi al mondo moderno: oltre a ricorrere massicciamente alle encicliche, che da semplici “circolari” destinate ai vescovi diventano messaggi rivolti alla cristianità e a tutta la società (ne scrive 86, tra cui la ben nota Rerum Novarum), si fa promotore dell’associazionismo e dell’impegno cattolico nel sociale e dell’educazione cristiana dei giovani.

Durante il suo pontificato invita diversi ordini religiosi a istituire a Roma nuove scuole cattoliche: oltre ai Marianisti, che nel 1889 daranno vita al Collegio Santa Maria, i Gesuiti (Collegio Massimo, 1879), i Fratelli Maristi (San Leone Magno, 1887), i Fratelli Cristiani d’Irlanda (Istituto Marcantonio Colonna, 1901). Muore il 20 luglio 1903

Collegio Stanislas

Il Collegio Stanislas è una nota scuola cattolica, istituita a Parigi nel 1804 da P. Liautard all’interno del parco del Luxemburg. Viene ‘battezzata’ “Collegio Stanislas” nel 1822, in ricordo di Stanislao Lezczynski, re di Polonia e bisnonno materno del re Luigi XVIII.

Dalla Curia Arcivescovile di Parigi l’8 dicembre 1854 (giorno della proclamazione del dogma dell’Immacolata) veniva affidato ai Marianisti che lo diressero fino 1903. Questo Collegio diventò la più rinomata scuola cattolica francese e fu il modello che ispirò la creazione del Santa Maria.

Collegio Stanislas

Ex Alunni illustri

Enrico Medi

(1911-1974)

Una foto del 1955 ritrae Enrico Medi e la sua numerosa famiglia nel giardino dell’Istituto, ospiti del rettore dell’epoca p. Carlo Buzio. Nato a Recanati, dopo aver trascorso l’infanzia a Belvedere Ostrense, nel 1920 si trasferisce a Roma con i genitori, dove conclude la scuola elementare e frequenta il ginnasio, presso il Collegio Santa Maria; successivamente, frequenta il Liceo presso il Collegio Massimo dei gesuiti, dove crea la Lega Missionaria.

Nel 1932, a soli 21 anni, si laurea in fisica pura con Enrico Fermi. Nel 1937 consegue la libera docenza in fisica terrestre e nel 1942 vince la cattedra di fisica sperimentale presso l’università di Palermo. In questo periodo dà luogo ai primi esperimenti con il radar ed è tra i primi ad ipotizzare l’esistenza di quelle che oggi sono note come “fasce di Van Allen”. In questi anni rimane comunque legato al Collegio Santa Maria, dove tiene spesso delle conferenze, tra cui, nei mesi di ottobre e novembre del 1941, un ciclo sull’energia atomica. Coltiva un’intensa vita di fede, i cui frutti emergono non soltanto nel campo dell’insegnamento e dell’attività di ricerca, ma anche nell’impegno apostolico e missionario.

Nel dopoguerra, il suo impegno si allarga anche all’attività politica: nel 1946 è eletto membro dell’Assemblea Costituente nelle liste della Democrazia Cristiana e nel 1948 è Deputato nella I Legislatura (in seguito, sarà eletto nel 1971 al Consiglio Comunale di Roma con il record di 73.000 preferenze e nuovamente deputato nel 1972, nella VI legislatura). Dal 1949 è direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e nel 1958 diviene vicepresidente dell’Euratom (di cui sarà chiamato a pronunciare il discorso inaugurale). Dal 1954, inizia la sua collaborazione con la RAI, conducendo il programma Le avventure della scienza, una delle prime trasmissioni di divulgazione scientifica della televisione italiana.

La notte tra il 20 e il 21 luglio 1969, assieme ad Andrea Barbato e a Tito Stagno, racconta in diretta televisiva agli italiani lo sbarco dell’uomo sulla Luna.
Nel 1996 è stata aperta a Senigallia la sua causa di beatificazione, la cui fase diocesana si è conclusa nel 2013.

Enrico Medi

Una foto del 1955 ritrae Enrico Medi e la sua numerosa famiglia nel giardino dell’Istituto, ospiti del rettore dell’epoca p. Carlo Buzio.

Nino Manfredi

(1921-2004)

In diverse interviste l’attore ha ricordato la sua permanenza al Santa Maria, non proprio da studente modello. Recentemente, il documentario Uno, nessuno, cento Nino, realizzato per il centenario della nascita dell’attore dal figlio Luca (anche lui ex alunno dell’Istituto, come le sorelle Roberta e Giovanna), ha riproposto spezzoni di ben due di queste interviste: nella prima l’attore ricorda, con la sua parlata ciociaro-romanesca: “dal Santa Maria io so’ stato cacciato. (…) C’è un finale divertente (… ): al terzo ginnasio io me so’ ritrovato con mio fratello, a me mi bocciavano, lui è più giovane di me de tre anni, insomma me so’ ritrovato con lui allo stesso banco”. Nella seconda, il fratello Dante, affermato chirurgo, ricorda che il prefetto, che si occupava del teatrino scolastico, andò in commissione dei professori dicendo “Se mi cacciate Manfredi devo chiudere il teatrino, tenetelo almeno un altr’anno, diamogli una chance”. Alla fine, nonostante tutto, Nino fu cacciato via lo stesso.

È possibile ricostruire la travagliata permanenza di Manfredi al Santa Maria, grazie a Fides et Labor , la rivista dell’Istituto, in particolar modo attraverso gli elenchi degli studenti, presenti nei numeri speciali dedicati alle ‘Solenni premiazioni’. Qui il nominativo “Manfredi Saturnino” fa la sua comparsa per la prima volta nella premiazione dell’a.s. 1930-31, dove risulta che l’attore frequenta la V elementare e ha vinto un premio d’onore; l’anno successivo (1931-32), Manfredi frequenta il I ginnasio A, riceve un premio d’onore e persino un premio nella disciplina “italiano”; nell’a.s. 1932-33 frequenta il II ginnasio C e non riceve alcun premio; nell’a.s. 1933-34 frequenta sempre il II ginnasio (sezione A), il che sta ad indicare che l’anno precedente è stato bocciato, ma adesso le cose sembrano andare meglio, visto che riceve il premio d’onore e premi in italiano e francese; nel 1934-35 frequenta il III ginnasio C e nuovamente non viene premiato (il che lascia pensare ad una nuova bocciatura).

Nino Manfredi

Nino Manfredi nell’Istituto durante le riprese del film Made in Italy, assieme a Giambattista Di Rese

Nell’a.s. 1935-36 non risulta nessun Manfredi Saturnino tra gli alunni delle varie classi, mentre suo fratello Dante è iscritto in III ginnasio B. Incrociando questi dati con il contenuto delle due interviste, si può ipotizzare che Nino Manfredi sia stato bocciato una seconda volta nell’a.s. 1934-35, si sia trovato l’anno successivo in classe con il fratello Dante e che proprio nel corso di quest’anno scolastico sia stato espulso dalla scuola (e questo potrebbe essere il motivo per cui non risulta nelle liste delle classi dell’a.s. in questione).

Preziose testimonianze sulla presenza di Manfredi al Santa Maria e sul rapporto instaurato con la scuola negli anni successivi sono state riportate dal marianista Tarcisio Rimoldi in un articolo apparso sul bollettino degli ex alunni, in occasione della morte dell’attore (Ex Alunni del Santa Maria, XXIV-2014, pp. 1-2):

«Già mentre frequentava il nostro collegio l’esuberanza e la giovialità del suo carattere facevano presagire il suo futuro artistico, anche se tali doti, al di là dei risultati scolastici, rimasero incomprese, da parte dei suoi docenti. (…) Anche la madre (…) raccontava che lei e il marito erano disperati per Nino … Anche i professori si lamentavano per l’indisciplina in classe. A Nino infatti piaceva scherzare, dire battute spiritose … Qualche suo compagno le aveva raccontato che mentre il docente passava per le file dei banchi, Nino gli si metteva alle spalle facendo gesti scherzosi, causando le risa dei compagni. Inoltre, le aveva ricordato un altro suo compagno, che di tanto in tanto non lo trovavano: spariva. Uno di essi, mandato a cercarlo, lo aveva trovato una volta appollaiato su un albero del cortile (…). Per 30 anni Nino non aveva messo più piede al S. Maria: l’occasione per tornarvi gli fu data nell’agosto 1965 dal regista Nanni Loy che lo scelse appunto come attore principale di una delle scene del film “Made in Italy” [girata interamente all’interno dell’Istituto, n.d.r.]: Nino si commosse nel rivedere gli ambienti della sua fanciullezza, ed in particolare nel salutare il prof. Pasquale, che aveva avuto modo di conoscere ai suoi tempi di collegio: divennero, da allora in poi, amici per la pelle: incontrandosi, si salutavano con abbracci, sorrisi e battute, come tra amici di tutta la vita; durante le riprese del film, con Pasquale e Giambattista scendevano a pranzo nel refettorio del Collegio e poiché in quell’agosto il caldo era soffocante, tra una sequenza e l’altra, egli tornava in cucina col cuoco Leonardo a mangiarsi una bella fetta di cocomero “per rinfrescarsi”, come diceva lui. Nino tornò ancora al Santa Maria verso il 1968-70 per girare il film “Girolimoni”».

Una parte dell’episodio del film Made in Italy, girato da Manfredi all’interno dell’Istituto Santa Maria. A partire da 00’12’’, la figura smilza che cammina alle spalle di Manfredi, per un istante si ritrova in primo piano in mezzo a Via Tasso, e poi si allontana in fondo a destra è Giambattista Di Rese, storico collaboratore scolastico dei licei

Corrado Augias

(1935)

Il noto giornalista, scrittore e conduttore televisivo ha raccontato nel suo libro sui segreti di Roma un episodio legato alla sua permanenza al Santa Maria come convittore, nel periodo dell’occupazione tedesca di Roma (1943-44): «Mio padre faceva parte della Resistenza e militava nella banda del colonnello Giuseppe Montezemolo. Io ero stato messo al riparo in un collegio cattolico (il Santa Maria), confinante in parte con il retro della palazzina di Via Tasso [dove vi era la sede dell’Aussencommando delle SS, con annesso il famigerato carcere nazista, n.d.r. ]. Ancora oggi, a distanza di anni, ho il netto ricordo delle urla che talvolta rompevano il silenzio della notte e arrivavano sorde fin dentro il nostro dormitorio. Un giorno accadde un fatto di cui al momento capii poco o nulla. Mentre stavamo facendo ricreazione in uno dei cortili a ridosso dell’alto muro del carcere, intravidi con la coda dell’occhio un rapido e furtivo movimento come di persone che si spostassero velocemente, cercando di non dare troppo a vedere. Qualcosa, qualcuno, poco più di un ombra, sgusciò tra le vesti nere dei sacerdoti e dei “prefetti” laici che ci sorvegliavano e scomparve in fretta in un corridoio. Chiesi al prefetto della mia classe, ma senza sospetto e solo per curiosità, che cosa fosse successo. Rispose con un gesto vago, dicendo frettoloso “Niente, niente”. Solo mesi dopo, a liberazione avvenuta, seppi che un prigioniero era riuscito a evadere saltando miracolosamente dal muro e che i sacerdoti l’avevano nascosto tra loro, facendolo poi fuggire da un’uscita laterale dell’edificio » (Corrado Augias, I segreti di Roma, Milano 2005, 2007, p. 242).

Il carcere di Via Tasso con le finestre murate, in una foto scattata dalle truppe statunitensi il 5 giugno 1944, subito dopo la liberazione di Roma. In fondo a destra si intravede l’Istituto Santa Maria.

Giuseppe Ermini

(1900-1981)

Giuseppe Ermini, ex alunno del Santa Maria, docente universitario di storia del diritto, preside del Santa Maria dal 1935 al 1954, rettore dell’Università di Perugia dal 1944 al 1976, membro dell’Assemblea Costituente, più volte deputato e senatore e Ministro della Pubblica Istruzione tra il 1954 e il 1955.Figlio di Filippo Ermini (studioso e docente universitario di letteratura medievale, nonché docente di lettere presso il Collegio Santa Maria a partire dall’a.s. 1895-6 e preside dello stesso almeno dal 1900) è alunno del Collegio dal 1909 al 1915, frequentandovi la IV elementare e i cinque anni del ginnasio, per poi concludere gli studi classici presso il liceo statale Visconti (in questi anni al Santa Maria non c’è il liceo). Laureatosi in giurisprudenza nel 1921, diventa professore di Storia del Diritto Italiano prima presso le università di Urbino e di Cagliari, poi, a partire dal 1931, presso l’università di Perugia (di cui sarà rettore ininterrottamente dal 1944 al 1976).

Quando nel 1935 il padre muore tragicamente, investito da un’automobile, i marianisti chiedono a Giuseppe di succedergli come preside del Collegio Santa Maria (incarico che ricoprirà fino al 1954). Nel 1946 è eletto all’Assemblea Costituente nelle liste della Democrazia Cristiana (farà parte della commissione dei 75, incaricata di redigere il testo della Carta) e successivamente viene eletto per ben tre volte alla Camera (è deputato dal 1948 al 1968) e una volta al Senato (dal 1972 al 1976). Nonostante l’intensa attività accademica e politica, mantiene l’incarico di preside del Santa Maria, fino a quando, nel settembre 1954, viene nominato Ministro della Pubblica Istruzione. Durante la sua breve esperienza governativa (che si concluderà nel 1955 con le dimissioni del governo Scelba), si fa carico della stesura dei nuovi programmi della scuola elementare e media, che da lui prenderanno il nome e che rimarranno in vigore fino al 1985. Successivamente, continua ad occuparsi di scuola e di beni culturali, ricoprendo l’incarico di Presidente della Commissione Istruzione e Belle Arti dal 1958 al 1963 e dando un decisivo contributo alla riforma che nel 1962 porterà alla creazione in Italia della scuola media unica. In questo contesto, si batte per garantire alle scuole cattoliche un adeguato spazio nel sistema educativo italiano: tenta (invano) di far inserire nel Piano decennale di sviluppo della scuola del 1960 un emendamento per cui lo Stato dovrebbe elargire alle famiglie degli studenti delle scuole non statali un contributo pari ad una percentuale del costo per lo Stato di uno studente delle scuole statali; ottiene che le borse di studio per gli studenti meritevoli siano assegnate anche agli studenti di scuole non statali.

Anche dopo aver lasciato l’incarico di preside, resta intimamente legato al Collegio Santa Maria, partecipando alle ricorrenze più o meno liete che chiamano a raccolta alunni ed ex-alunni. In un biglietto inviato nel 1962 al rettore e preside dell’epoca p. Buzio, Ermini definisce il Santa Maria “il mio Collegio” (cfr. Umberto Mariotti Bianchi, Giuseppe Ermini e la “sua” scuola, in Giuseppe Ermini: l’uomo, lo studioso, il maestro a cento anni dalla nascita, Atti delle giornate di studio 8-9-10- dicembre 2000, Ferentino 2002, pp. 105-113, p. 112.

Giuseppe Ermini

Giuseppe Ermini, ex alunno del Santa Maria, docente universitario di storia del diritto, preside del Santa Maria dal 1935 al 1954, rettore dell’Università di Perugia dal 1944 al 1976, membro dell’Assemblea Costituente, più volte deputato e senatore e Ministro della Pubblica Istruzione tra il 1954 e il 1955.

Umberto Grani

(1897-1944)

Il tenente-colonnello Umberto Grani, ucciso alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944Dopo aver frequentato la Scuola tecnica presso il Collegio Santa Maria, distinguendosi nell’attività sportiva, combatte volontario nella Grande Guerra, guadagnando due medaglie al valore e la croce di guerra. Per vent’anni fa parte dell’aeronautica militare, arrivando al grado di tenente-colonnello.

Dopo l’8 settembre 1943, decide di entrare nella resistenza, militando nel Partito d’Azione e diventando comandante del “gruppo ferrovieri”. Si distingue in azioni di sabotaggio e progetta, senza successo, un’azione per liberare i prigionieri di Via Tasso. Nasconde nella propria abitazione perseguitati di tutti i partiti politici. Arrestato dai tedeschi il 16 febbraio 1944, con l’accusa di essere un sabotatore e di aver tagliato dei fili elettrici sulla ferrovia Roma-Ciampino, è recluso e torturato a Via Tasso, a pochi metri dal suo vecchio collegio. Il 24 marzo 1944 è tra i 335 italiani uccisi dai tedeschi alle Fosse Ardeatine. È ricordato in una lapide posta sui muri dell’edificio grande che si affaccia sul cortile, dove attualmente si trova la Scuola dell’Infanzia.

Umberto Grani

Il tenente-colonnello Umberto Grani, ucciso alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944

Marco Maria Olivetti

(1943-2006)

Dopo aver conseguito la maturità classica presso l’Istituto Santa Maria nel 1961, si iscrive alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Roma La Sapienza, diviene allievo di Enrico Castelli e si laurea nel 1965 con una tesi in filosofia della religione, in cui, anche attraverso il confronto con la moderna architettura religiosa, affronta il tema dei difficili rapporti tra l’annuncio cristiano e la modernità. Insegna filosofia e storia presso l’Istituto Santa Maria tra il 1967 e il 1973. Nel 1968 ottiene la libera docenza in filosofia della religione presso l’Università di Chieti, per poi insegnare nelle università di Bari e Trieste, fino a diventare, nel 1979, professore ordinario di filosofia della religione a Roma. I suoi studi di filosofia della religione si svolgono attraverso il confronto per un verso con il criticismo kantiano e l’idealismo tedesco, per un altro con le istanze più recenti della filosofia contemporanea (l’esistenzialismo di Heiddegger, Apel, Levinas).

Nell’ambito del primo filone di studi, cura, tra le altre cose, l’edizione italiana dell’opera La religione entro i limiti della sola ragione di Immanuel Kant (Bari, 1980) e realizza la prima traduzione italiana del Saggio di una critica di ogni rivelazione di Johann Gottlieb Fichte (Bari,1998). Il coronamento del secondo filone di studi è costituito dall’opera L’analogia del soggetto (Bari, 1992). Accanto alla sua attività di studioso, spicca quella di organizzatore culturale: a partire dal 1978, dopo la morte del suo maestro Castelli, assume la direzione della rivista Archivio di Filosofia (fondata dal maestro nel 1931) ed è vicedirettore (dal 1988, direttore) dell’Istituto di studi filosofici, costituito sempre da Castelli nel 1936. Dal 1990 al 1995 e dal 1999 al 2000, è direttore del dipartimento di ricerche storico-filosofiche e pedagogiche dell’Università La Sapienza. Dà inoltre un contributo decisivo alla riorganizzazione delle facoltà di questa università, che porterà alla nascita della prima facoltà di filosofia in Italia (di cui è preside dal 2001 alla morte). Dal 2003 è socio dell’Accademia dei Lincei.

Giovanni Paolo II nel 2000, proclamandolo Beato, dice:

“Egli ricorda ai fedeli il loro dovere di escogitare continuamente nuove modalità per essere testimoni della fede”.

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