Storia

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I fondatori dell’Istituto sono i Religiosi Marianisti sorti in Francia per opera di Giuseppe Chaminade. Nato in Francia nel 1761, verso il 1785 viene ordinato sacerdote.

Nel 1790 durante la Grande Rivoluzione non giura fedeltà alla Costituzione civile del clero. Celebra messe clandestine, approfitta ogni momento per rianimare la vita cristiana.

Nel febbraio 1801, riunisce a Bordeaux dieci giovani (studenti, artigiani, insegnanti). Insieme pregano, cantano, discutono di fede e morale, s’impegnano a diffondere il culto per l’Immacolata. Partendo da loro, padre Chaminade avvia il ripristino della fede in Francia. I laici ne diventano protagonisti. Non dà loro parole d’ordine solenni ma ne fa dei cristiani convinti e convincenti per come sono e come vivono. I dieci diventano presto centinaia. Aprono scuole, visitano i detenuti in carcere, prendono incarichi che lo Stato non riesce ad assolvere. Per il riscatto delle prostitute, fonda un sodalizio femminile con Charlotte de Lamourous.

Nel 1816 con Adele de Trenquelleon fonda le Figlie di Maria.

Nel 1817, dà inizio a una famiglia religiosa: la Società di Maria, formata da sacerdoti e laici, senza abito proprio. Si sviluppa l’attività scolastica, sempre con lo sguardo “rivolto in avanti”. Muore nel 1850.

Giovanni Paolo II nel 2000, proclamandolo Beato, dice: “Egli ricorda ai fedeli il loro dovere di escogitare continuamente nuove modalità per essere testimoni della fede”.