Oltre i 100 passi
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Oltre i 100 passi

Lunedì 16 aprile siamo andati alla facoltà di Lettere dell’Università degli studi di “Roma Tre”, dove, presso l’Aula Magna, abbiamo assistito all’intervento di Giovanni Impastato (fratello di Peppino), Santi Palazzolo e Lucy Kerubo. Giovanni Impastato è stato il primo a parlarci di suo fratello, morto a causa della mafia. Ci ha raccontato il coraggio del fratello, e come l’hanno ucciso. Peppino Impastato è stato ucciso da Tano Badalamenti, il boss della mafia di Cinisi. La famiglia Impastato abitava a cento passi dalla casa del boss, infatti Giovanni dopo la morte del fratello ha scritto un libro intitolato “Oltre i cento passi”. Ma i genitori non erano sempre d’accordo con il figlio, soprattutto il padre, che lo cacciò da casa. La madre, invece, è sempre stata vicina al figlio. Il padre fu ucciso per primo, per far capire a Peppino che doveva smetterla, ma lui era ancora più sicuro e forte e continuò, per questo venne ucciso. Il secondo intervento è stato quello di Santi Palazzolo, un imprenditore siciliano che possiede una catena di pasticcerie a Palermo: ci ha spiegato che ha denunciato la mafia per i propri figli, per dare loro un insegnamento, come ogni genitore che cerca di dare il meglio per i figli. La terza a parlarci della sua vita è stata Lucy Kerubo (studentessa africana nata e vissuta nello slum “Deep Sea” in Kenya). Questa ragazza ha perso la madre a cinque anni; abitava in una buca ed era coperta di vermi, nessuno la voleva toccare e aiutare. Coloro che le hanno dato una mano sono state delle persone “bianche”, non di colore; l’ hanno aiutata a crescere , ad andare a scuola in Kenya in una importante università. Tutti i suoi compagni abitano in casa, mentre lei abita in una baracca, non sa come dormire su un letto. Noi siamo fortunati, perché ci svegliamo la mattina, abbiamo l’acqua per lavarci, dormiamo in letti morbidi e confortevoli, abbiamo da vestire, facciamo colazione, andiamo a scuola, pranziamo, ceniamo, giochiamo, abbiamo un telefono (e corriamo tutti a prendere l’ultimo modello di telefono e la cover all’ultima moda). Tutti e tre ci hanno raccontato la loro ingiustizia. Mi è piaciuto molto il dialogo con Lucy; se ci pensiamo bene noi abbiamo tutto, andiamo dai nostri genitori a chiedere ciò che vogliamo e loro subito a comprare. Ma a volte non pensiamo alle persone che hanno fame: quando non ci va più noi buttiamo via il cibo, come i ristoranti che invece di dare il cibo che rimane alle persone bisognose preferiscono buttarlo. Questo non mi piace e non sono d’accordo. Anche le interviste di Giovanni e Santi mi sono piaciute molto, erano molto profonde e sensibili, perché a volte non capiamo quant’è bello giocare fuori invece di stare col telefono in mano, perché non si sa mai cosa ti nasconde la vita!

Maria Militaru 2ªA


Il giorno 16 aprile siamo andati all’Università degli studi di “Roma Tre” e abbiamo assistito all’incontro con personaggi famosi come Giovanni Impastato, Lucy Kerubo, Santi Palazzolo. Dopo moltissime chiacchiere inutili è iniziata l’intervista. Abbiamo visto un video molto commovente in cui era mostrata la situazione dei poveri bambini africani. Dopo questo video è iniziato l’intervento di Giovanni Impastato, che ha cominciato a parlare delle azioni del fratello per combattere la mafia. Ha detto che lui non ha mai avuto il coraggio del fratello Peppino, che poi è morto a trent’anni per mano di Tano Badalamenti. Giovanni da quel giorno diventò molto triste ma decise di non arrendersi ed andare avanti combattendo la mafia e come abbiamo visto Giovanni continua a rilasciare tantissime interviste. Dopo Giovanni c’è stato l’intervento di Santi Palazzolo: Santi era, anzi grazie alla denuncia ancora è, un pasticcere a cui è stato imposto il “pizzo”, cioè una tassa mafiosa che, in caso non venga pagata, comporta delle gravi ritorsioni. Santi ha rifiutato di pagare il pizzo e ha deciso di denunciare la mafia per dare un insegnamento ai suoi figli. Ancora dopo è intervenuta Lucy Kerubo: Lucy era, anzi ancora è oggi, una ragazza proveniente dall’Africa, trovata in una fogna ricoperta di topi e larve, abbandonata dai genitori. Lucy ha iniziato a fare una discussione in inglese, in cui raccontava la sua difficile vita in Africa. Questo incontro è stato organizzato da Alessandra Tiengo, presidente della onlus Afrika Sì.

Vincenzo Rendesi 2ªA


La mattina del 16 aprile siamo andati ad assistere a un incontro presso l’Università degli studi di “Roma Tre”. Siamo entrati in Aula Magna e ci siamo seduti. Alle 10 è iniziato l’intervento: ha parlato per primo Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso da un boss mafioso di nome Tano Badalamenti. Poi c’era Lucy Kerubo, una studentessa africana nata e vissuta nello slum “Deep Sea” e per ultimo Santi Palazzolo, un imprenditore siciliano che ha denunciato il pizzo. Giovanni Impastato ha raccontato di suo fratello Peppino, di quello che ha fatto, ed è molto importante perché ha lottato contro la mafia per sconfiggerla. Lucy Kerubo è una studentessa che vive in Kenya e che è stata aiutata da questa associazione chiamata Afrika Sì, che da tempo difende i diritti dei bambini africani. Santi Palazzolo ha rifiutato di pagare il pizzo e ha denunciato la mafia. L’intervento che mi è piaciuto di più è stato quello di Giovanni Impastato: ha raccontato la sua storia e la storia di suo fratello Peppino con dispiacere, anche se è morto da 40 anni. Un altro intervento che mi è molto piaciuto è stato quello di Lucy, perché anche se vive in un paese di persone povere ci ha creduto fino alla fine ed è riuscita ad uscire dalla povertà e a frequentare l’Università. Anche Santi ci ha creduto fino alla fine, non ha pagato la cifra richiesta e si è ripreso la sua pasticceria. Questa presentazione mi è piaciuta molto e volentieri assisterei a un altro incontro.

Sesto Bevivino 2ªA


Il 16 aprile siamo andati con i prof Franco, Lisarelli e Carucci all’Università di “Roma Tre” per assistere all’incontro promosso dalla Onlus Afrika Sì nell’ambito del progetto “Diritti negati”. Siamo partiti da scuola intorno alle 8:00 e abbiamo camminato fino al Colosseo, dove abbiamo preso la metro per poi scendere alla fermata Marconi, dove c’era l’Università. Arrivati lì ci siamo fermati per 10-15 minuti al bar dove abbiamo consumato la nostra merenda, dopodiché ci siamo avviati verso l’Aula Magna. Abbiamo aspettato l’arrivo delle altre scuole e abbiamo cominciato ad ascoltare gli interventi previsti durante l’incontro. Erano tre: Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dal mafioso Tano Badalamenti, Santi Palazzolo, imprenditore siciliano che ha denunciato un tentativo di estorsione, Lucy Kerubo, studentessa africana nata e vissuta nello slum “Deep Sea” di Nairobi. Storie diverse ma molto interessanti, accomunate dal coraggio di queste persone che, anche se traumatizzate da un passato difficile ma comunque non troppo lontano, sono riuscite a raccogliere le proprie forze e a battersi contro le ingiustizie.

Emma Tubiello 2ªA


Lunedì 16-04 siamo andati all’Università di Roma Tre, facoltà di Lettere, per un incontro sulla difesa dei diritti umani. In Aula Magna abbiamo incontrato Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, che è stato ucciso dalla mafia perché si era opposto ad essa, Santi Palazzolo e Lucy Kerubo. Santi Palazzolo è un imprenditore siciliano che ha una catena di pasticcerie: si è rifiutato di pagare il pizzo e ha denunciato chi gli ha chiesto i soldi per tenere aperta la sua pasticceria. I carabinieri hanno trattato Santi come un eroe ma lui ha risposto che questa doveva essere la normalità. Lucy Kerubo invece vive nello slum “Deep Sea”; gli slum sono delle baraccopoli senza servizi sanitari e tutto il resto. Sono sporchissimi e si possono prendere molte malattie. Si può essere fortunati se dopo una notte il rifugio improvvisato per dormire che si costruisce è ancora lì. Un giorno nel villaggio di Lucy Kerubo arrivarono delle “persone bianche” che la presero dalle fogne e la portarono con loro. Queste persone fanno parte dell’associazione Afrika Sì, che si batte per la difesa dei diritti umani. Ora Lucy è una studentessa universitaria che si è unita alla onlus Africa Sì per far avere una possibilità ai bambini degli Slum come lei.

Giacomo Tantardini 2ªA


Siamo arrivati alle 9:00 all’Università di Roma Tre per assistere all’incontro “Oltre i cento passi”; per iniziare il gruppo Afrika Sì ci ha fatto vedere un video delle baraccopoli del Kenya e di tutti i problemi che esistono là, negli slum africani. Poi abbiamo assistito a tre incontri iniziando con Giovanni Impastato, che ci ha raccontato di Peppino, suo fratello, dicendo che veniva considerato come un eroe per quello che aveva fatto. Poi il secondo intervento è stato un po’ più lungo ed è stato quello di Santi Palazzolo, che ci ha parlato di tutte le denunce che ha fatto alla mafia. Lui ci ha detto che non voleva essere considerato un eroe e che denunciare un tentativo di estorsione dovrebbe essere un atto normale, che dovrebbero fare tutti. Il terzo intervento è stato quello di Lucy Kerubo, che ci ha parlato molto dicendo cose molto sagge e raccontandoci la sua vita.

Filippo Pagano 2ªB


Lunedì 16 aprile siamo andati a conoscere principalmente Giovanni Impastato, anche se la sua testimonianza è stata “coperta” da quella di Lucy Kerubo e Santi Palazzolo. La testimonianza che mi ha impressionato di più è stata quella di Lucy, perché è strano sentirsi dire le stesse cose riguardo la povertà e le malattie in Africa da una persona , una ragazza, che le ha vissute in prima persona. Lucy ci ha raccontato la sua vita e come l’associazione Afrika Sì l’abbia aiutata a crescere. Il suo più grande sogno è quello di essere uno dei membri dell’Afrika Sì e di aiutare molti altri bambini come loro hanno fatto con lei. Mi è piaciuto molto l’incontro e spero che presto ne venga organizzato un altro simile.

Gaia Mercuri 2ªB


Lunedì 16 aprile io e la mia classe e la 2° abbiamo avuto l’opportunità di avere un incontro con tre personaggi molto importanti all’Università Roma Tre. Queste tre persone sono Giuseppe Impastato, fratello di Peppino, Santi Palazzolo e Lucy, una ragazza di una baraccopoli del Kenya salvata dall’associazione che ha organizzato questo incontro. Tutti loro hanno fatto degli interventi molto interessanti, ma quello che mi ha colpito di più è stata la storia di Santi Palazzolo: lui è un famoso pasticcere siciliano che qualche anno fa ha dovuto subire minacce dalla mafia e ha denunciato tutto, facendo arrestare i colpevoli. Anche l’intervento di Lucy è stato molto interessante, ma non quanto quello di Santi.

Virginia Spagnoletti 2ªB