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“Nostra città…nostra storia”

Visita al Portico di Ottavia

Il giorno martedì 17 ottobre alle ore 15.00 le due classi di terza A e terza B, accompagnati dagli insegnanti Fatica, Antonelli, Lo Iacono, sono state in visita al complesso archeologico del Teatro Marcello e del Portico di Ottavia, dove i ragazzi hanno potuto ancora una volta ammirare da vicino l’unicità della stratigrafia di Roma, dall’epoca augustea fino al Medioevo.

Il Prof. Lo Iacono ha spiegato la natura plebea dello spazio di edificazione dei due monumenti, teatro e portico.

Il primo fu fatto edificare da Augusto tra il 23 ed il 13 a. C., anno della dedicazione al giovane Marco Claudio Marcello, nipote dell’imperatore, in quanto figlio di sua sorella Ottavia minore, dedicataria dell’adiacente portico, designato alla successione al trono ma morto prematuramente.

L’edificio, restaurato in seguito da Vespasiano, è alto poco più di trentadue metri, sviluppandosi originariamente su un totale di tre piani, di cui i primi due sono costituiti da una serie di archi divisi da colonne doriche (il primo) e ioniche (il secondo), mentre il terzo piano era stato concepito come un attico ricoperto in muratura ed interrotto a distanza regolare da colonne in stile corinzio.

Quest’ultimo doveva essere ancora visibile nel dodicesimo secolo ed attualmente occupato dal palazzo fatto costruire a Baldassarre Peruzzi dai principi Savelli e quindi passato nel 1700 alla famiglia Orsini che ne è tuttora la proprietaria. (La sera se ne possono vedere le finestre illuminate).

Augusto voleva donare uno spazio pubblico alla plebe di Roma che fosse stabilmente destinato alla rappresentazione delle commedie e delle tragedie, facendone così un mezzo di celebrazione della sua famiglia atto a presentarlo come pater patriae. L’edificio doveva raccogliere da 15.000 ai 20.000 spettatori.

Interessante per gli alunni è stato anche i resti del vicino portico che Augusto volle dedicare a sua sorella Ottavia, in risarcimento quasi del ripudio che costei dovette subire dall’alleato rivale Marco Antonio, che le preferì la famigerata Cleopatra.

I ragazzi sono stati incuriositi dal fatto che all’interno dell’elegante portico già dal terzo secolo in poi, trovava luogo il foro piscario ossia il mercato del pesce, che vi rimase fino al Medioevo.

Il prof. Lo Iacono ha fatto notare in tal senso ai ragazzi l’importanza della toponomastica come testimonianza degli antichi spazi di Roma che sono stati riadattati nel corso dei secoli.

Un esempio è offerto infatti dalla Chiesa di San Angelo “in Pescheria” che insiste sulle rovine del tempio di Giunone Regina, uno dei templi presenti all’interno del portico.

Non è mancata in ultimo una passeggiata nelle vie del Ghetto, dove i ragazzi hanno potuto fare un break degustando i famosi dolci ebraici.